F.A.Q. | Risposte sull'argomento:

Rendita pensionistica

Si! Scaricando e compilando il Modulo 13C l'aderente ha la possibilità di scegliere se richiedere una rendita o riscattare la posizione in parte in capitale e in parte in rendita.

Attenzione! Nel caso in cui l’importo che si ottiene convertendo in rendita vitalizia il 70 per cento della posizione individuale maturata risulta superiore al 50 per cento dell’assegno sociale, l'aderente ha l'obbligo di richiedere almeno il 50% in rendita.

Una volta in pensione potrai richiedere le somme accumulate. Potrai riscattare fino al 50% sotto forma di capitale. Le restanti somme saranno suddivise in una rendita vitalizia.

La ‘trasformazione’ del capitale in una rendita avviene applicando i cosiddetti ‘coefficienti di conversione’ che tengono conto dell’andamento demografico della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. Più alta sarà l’età al pensionamento e il capitale accumulato, maggiore sarà l’entità della rendita.
Esempio: Pensionato (uomo) di 65 anni con una posizione di 62.500 euro -applicando il coefficiente di trasformazione della rendita vitalizia semplice con un tasso tecnico del 2,5% la rata iniziale di rendita si ottiene moltiplicando il capitale accumulato per il coefficiente di trasformazione (62.500 * 0,065930 = 4.120,63 €

Per l’erogazione delle prestazioni in forma di rendita Fondoposte ha stipulato apposite convenzione con:

- UGF Assicurazioni S.p.A., per tutte le altre tipologie di rendita

Esistono diverse opzioni di rendita tra le quali scegliere la più adatta alle proprie esigenze:
•    Rendita vitalizia semplice
•    Rendita reversibile
•    Rendita certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia
•    Rendita con restituzione del capitale residuo
•    Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza
Si può scegliere esclusivamente una sola delle tipologie proposte.

I parametri da prendere in considerazione sono i seguenti: sesso, età al momento del pensionamento, tasso tecnico e rateazione. Nell’esempio precedente i valori erano: maschio, 65 anni, tasso tecnico 2,5% e rateazione annuale. Vedi l’esempio

Se alla rendita vitalizia si affiancano prestazioni ulteriori (per garantire una maggiore tutela ai propri beneficiari o eredi), il valore della rendita subirà decurtazioni più o meno sensibili.

Riprendendo l’esempio precedente (pensionato maschio di 65 anni, importo della rendita per € 10.000 di capitale maturato) i risultati sono i seguenti:

  • •Rendita vitalizia semplice: 659,30 €

  • •Rendita reversibile: 520,99 €
  • •Rendita certa per 5 e successivamente vitalizia: 654,79 €
  • •Rendita certa per 10 e successivamente vitalizia: 640,97 €
  • •Rendita con restituzione del capitale residuo: 595,53 €
  • •Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza: 602,86 €


Valore della rendita in euro, al lordo della tassazione, nell'ipotesi di rateazione annuale. Per la rendita reversibile si è considerata un’aliquota di reversibilità del 100% ed un beneficiario di sesso femminile, coetaneo del pensionato.

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Si ricorda che la scelta della pensione più adatta comporta la considerazione di due fondamentali fattori:
•    l'esigenza che si intende soddisfare (integrazione del reddito personale, maggior tutela delle fasi di vecchiaia più avanzata, trasferimento di risorse ad altri soggetti, ......)
•    l’importo di rendita necessario per soddisfare tale esigenza, intendendo con ciò il minor valore della rata di rendita prescelta rispetto alla rata di rendita vitalizia semplice.

La rendita vitalizia semplice viene corrisposta dal momento in cui l’aderente va in pensione fino alla sua morte.

La rendita reversibile viene corrisposta finché l’aderente è in vita e, in seguito, al beneficiario da esso indicato se superstite. La rendita si estingue con il decesso di quest’ultimo. Si sottolinea come l’importo della rendita varia in base all’età del beneficiario designato per la reversibilità: più esso sarà giovane, minore sarà l’importo della rendita erogata.

La rendita certa per 5/10 anni e poi vitalizia viene corrisposta al pensionato o in caso di decesso ai beneficiari/eredi, per il numero di anni stabiliti dall’aderente stesso. Al termine di questo periodo la rendita si trasforma in vitalizia nel caso in cui il pensionato sia ancora in vita; si estingue nel caso in cui sia deceduto.

La rendita con restituzione del capitale residuo viene corrisposta all’aderente finché è in vita.
Al momento del suo decesso viene versato ai beneficiari designati/eredi il capitale residuo, anche sotto forma di pagamento periodico.
Il capitale residuo sarà pari all’importo maturato trasformato in rendita al netto delle rate di rendita già riscosse.

La rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita di autosufficienza Corrisposta all’aderente finché è in vita, prevede il raddoppio dell’importo erogato in caso di perdita dell’autosufficienza.

La perdita di autosufficienza dell’Assicurato principale in modo presumibilmente permanente avviene quando l’Assicurato è incapace di svolgere gli “atti elementari della vita quotidiana” di seguito riportati  e per  il cui svolgimento necessita di assistenza da parte di un’altra persona:

  • farsi il bagno o la doccia
  • vestirsi e svestirsi
  • igiene del corpo
  • mobilità
  • continenza
  • bere e mangiare


Per ciascuno degli atti sopra indicati sono previsti tre diversi gradi di autonomia ai quali sono associati dei punteggi; la perdita di autosufficienza, ai fini dell’attribuzione del diritto a ricevere la prestazione assicurata, viene riconosciuta quando si raggiungono i 40 punti.
Vedi la tabella

  • Rendita vitalizia “semplice”:  il decesso estingue il pagamento della pensione, negli altri casi sono previste prestazioni ulteriori a tutela dei beneficiari designati/eredi.
  • Rendita “reversibile” A seguito del decesso dell'aderente, la rendita viene rivolta verso il reversionario, ovvero il soggetto indicato precedentemente dall'aderente.
  • Rendita  certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia. In caso l'aderente deceda entro 5/10 anni, la rata viene comunque corrisposta per i 5/10 anni prestabiliti al beneificiario o, laddove non indicato, agli eredi.
  • Rendita con restituzione del capitale residuo. In caso di decesso sarà il beneficiario o, laddove non indicato, gli eredi che andranno a ricevere in capitale quanto ancora accumulato presso il fondo pensione

Il tasso tecnico è il tasso minimo di rendimento che  viene garantito in via anticipata al lavoratore. Maggiore è il tasso tecnico previsto più alta sarà la prima rata di rendita e minore la sua rivalutazione nel tempo (si beneficia in anticipo di rendimenti futuri).

Nelle compagnie di assicurazione, la gestione separata è un  fondo appositamente creato dall’impresa di assicurazione e gestito separatamente rispetto al complesso delle attività dell’impresa. Dal rendimento ottenuto con la gestione separata deriva la rivalutazione annua del capitale dovuto al lavoratore.

La rivalutazione della rendita è data dalla differenza tra il rendimento netto della gestione separata (rendimento annuale lordo al quale occorre sottrarre i costi della gestione stessa) ed il rendimento già anticipato  dalla Compagnia di assicurazione sulla base del tasso tecnico prescelto. In ogni caso le Compagnie di assicurazione  garantiscono un rendimento minimo del 2,5% annuo.

Da non dimenticare, infine, che il valore della pensione consolida le rivalutazioni finanziarie riconosciute nei vari anni, ciò significa che può solo aumentare (e mai diminuire) rispetto agli importi progressivamente raggiunti.

Le tavole demografiche sono lo strumento principale di analisi che si utilizza per definire il valore della rendita che viene concessa al lavoratore. In particolare le tavole demografiche esprimono la speranza di vita attesa per ogni individuo in relazione al sesso e all’età in cui richiede la rendita.